Digitalcomedynonsense’s Blog

Solo un altro scribacchino noir & pulp

Frank Crash e i difetti fisici

Un bozzo, una bocca storta, sopracciglia troppo cespugliose, un naso esagerato od occhi sporgenti sono solo alcuni dei difetti fisici che impressionano e sottilmente traumatizzano Frank.
Quando il suo sguardo cade su un difetto fisico, su qualcuno che zoppica, su menomazioni o infortuni vari la sua mente collassa, il suo pensiero si blocca, l’immagine dell’imperfezione fisica si fissa nella sua mente e nulla riesce a distrarlo. Prima o poi farà un commento poco gentile durante una conversazione o assumerà inconsciamente il difetto integrandolo nella sua personalità.

Tenderà a zoppicare anche lui o a storcere la bocca o si toccherà ripetutamente il viso dove immagina di avere anche lui il suddetto bozzo. Diventerà irritante, maleducato, rozzo e scorretto politicamente.  

Frank non ha il completo controllo su se stesso, non riesce ad esimersi dal fissare, toccare, parlare a sproposito, fare commenti disdicevoli, usare termini impropri, attirarsi antipatie. E’ fatto così, nulla lo tocca e lo attira di più dalla diversità, diventa un orsetto attaccato ad un barattolo di miele, se ne nutre e ne vuole sempre di più. La sua antisocialità si sviluppa a velocità impressionante e blatera di cose senza senso andando sempre a stuzzicare il dente che duole. Non lo fa di proposito, è la sua natura senza moralità e freni.

gennaio 20, 2009 Posted by | Writing | , , , | Lascia un commento

Frank Crash e il fumo

Frank fuma. Fuma per stile, fuma per darsi un tono, fuma per il piacere di raccattare una sigaretta dal suo pacchettino ed accenderla con classe. Fuma perché gli piace sentirsi avvolto dal fumo, dalla nuvoletta azzurrognola della nicotina e del tabacco.
Frank non ha una marca preferita, fuma un po’ di tutto, incurante dello stato dei suoi polmoni.

Non si sa bene (ancora) quando ha cominciato, ma di certo era un ragazzino spinto dalla curiosità e dall’esempio degli attori noir nei vecchi film anni quaranta. 

Frank fuma sigarette, non la pipa, neanche il sigaro perchè secondo lui la pipa dà un’aria troppo intellettuale e distaccata e il sigaro rende le dita tozze. La sua è un pura teoria, nessuno ha dimostrato che i sigari rendano le dita tozze. 

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gennaio 15, 2009 Posted by | Writing | , , , | Lascia un commento

Frank Crash e i motori

Si crede un grande pilota, è convinto di poter gareggiare con i più grandi campioni e di far loro mangiare la polvere. Ne è proprio convinto. Ma convintissimo. Peccato che non sia la nuda e cruda verità.

Frank ha la guida distratta, i paesaggi, le persone, gli animali, le case, qualunque cosa attira la sua attenzione e la sua mente divaga, dimenticandosi incroci, semafori e precedenze. Frank non conosce bene bene la segnaletica stradale, confonde le precedenze, la destra e la sinistra, ha difficoltà a coordinare i movimenti. Ma è pieno di entusiasmo, è convinto di riuscire a far andare qualsiasi trabiccolo che abbia un motore e delle ruote. Guida auto, camion, moto, pullman, perfino trattori. Li guida male, ma li guida.

Ogni tanto finisce in un fosso, contro un palo, su un marciapiede, ma secondo lui sono dettagli trascurabili quando si guida con stile. E lui di stile ne ha parecchio. Ama i motori, adora le moto, ma odia i parcheggi ed i garage perché fondamentalmente è pigro. L’idea di aprire la porta di un garage, entrare in macchina, uscire dal garage, scendere, tornare indietro, chiudere la porta del garage, tornare alla macchina e salirci di nuovo è per lui un pensiero faticoso, stancante.  Ma dato che si stanca ancora di più a prendere i mezzi pubblici, solitamente fa uno sforzo e balza arditamente in macchina (o in moto, o sul trattore, ovunque possa condurre la guida)

Frank patisce la macchina quando non è lui a guidare. Vomita copiosamente. Sudori freddi, brividi e nausea sono i sintomi quando non è lui a guidare e questo lo innervosisce e lo distrae ancora di più.

Povero Frank, non distingue una Ferrari da un triciclo, ma è convinto di saper piroettare ovunque con grazia e soprattutto, stile.

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gennaio 13, 2009 Posted by | Writing | Lascia un commento

Riconoscere i sintomi del DISTURBO BIPOLARE

 

Come fare a riconoscere i sintomi del Disturbo Bipolare? 

Certamente una visita specialistica è necessaria, ma spesso il disturbo non viene riconosciuto se non al primo ricovero in ospedale quando i sintomi sono proprio evidenti.

Il sintomo principale è l’alternarsi di fasi dell’umore. A volte si è incredibilmente felici, altre incredibilmente tristi. Questi sono gli stati alternati: depressione e mania. Questo differenzia il Disturbo Bipolare dallo Stato Depressivo. 

Se stai passando attraverso la fase Depressiva:

  • il tuo appetito diminuisce
  • non riesci a prendere sonno
  • ti senti triste senza una ragione specifica 
  • sei pessimista
  • profondamente annoiato, nulla di interessa 
  • provi profondi sensi di colpa e di inadeguatezza 
  • ti sembra di non aver combinato niente nella vita
  • provi una profonda ansia, irrequietezza, paura incontrollata
  • hai frequentemente mal di testa o mal di stomaco

A volte sono riscontrabili alterazioni nel sonno e nell’appetito, si può mangiare troppo o essere inappetenti come dormire troppo o essere insonni. Dipende da caso a caso.

La Fase Maniacale è tipica del Bipolarismo, è quella che differenzia lo stato bipolare da quello depressivo. 

Se stai passando la fase Maniacale:

  • ti senti incredibilmente euforico, iperattivo, pieno di energia
  • non riesci a seguire i tuoi pensieri, vanno troppo veloci
  • sei convinto di essere invincibile, di essere invulnerabile, di avere una forza ed una intelligenza superiori alla media
  • parli velocemente e a volume molto alto
  • hai bisogno di dormire poco
  • nutri molta fiducia in te stesso e non hai paura di nulla
  • sei facilmente irritabile e collerico
  • non calcoli le conseguenze delle tue azioni
  • tendi ad essere violento e a reagire con rabbia alle provocazioni

Questi sono solo alcuni dei sintomi da cui si può intuire se si soffre di bipolarismo, molto spesso ogni caso si differenzia per le sue peculiarità, ma quello che caratterizza il Disturbo Bipolare è principalmente l’alternarsi delle due fasi: Depressiva e Maniacale. 

I rischi a cui sono esposte le persone affette da disturbo bipolare che non seguono una terapia possono comprendere il suicidio, soprattutto durante un episodio Misto (in cui si provano i sentimenti d’inadeguatezza tipici della fase depressiva, insieme all’energia tipica di quella maniacale).

gennaio 11, 2009 Posted by | disturbo bipolare | , , , , , | 4 commenti

Frank Crash e il bene e il male

Frank ha difficoltà a relazionarsi con la società, ma questo lui non lo sa. Secondo la sua testa tutti provano un’incommensurabile adorazione verso di lui, tutti lo stimano, tutti lo amano, tutti vorrebbero vestirsi come lui, addirittura tutti vorrebbero ESSERE come lui.

Ma nella realtà Frank Crash non è così over-stimato. Di lui si può dire di tutto tranne che sia intelligente, si vesta bene, sappia condurre una conversazione ed abbia un pensiero coerente. Anche i suoi gusti sono discutibili. Lui stesso è discutibile. 

Eppure marcia trionfante nella vita quotidiana deridendo chi si prende gioco di lui e tessendosi le lodi da solo. Perchè è questo quello che sa fare meglio: auto lodarsi. Il problema in questo genere di narcisismo sta nel capire quando lui sia veramente nel giusto e quando ciò che dice è, diciamolo schietto, una minchiata. Perchè spesso e volentieri quando decanta le proprie lodi Frank perde il lume della ragione e non si accorge che le persone intorno a lui stanno fremendo dal nervoso, sbuffano fumo dalle narici e non lo sopportano più. Anche quando è nel pieno del torto (si dice nel pieno della ragione, perchè non anche nel pieno del torto?) Frank è convinto di avere ragione, di essere tra coloro che sono illuminati e di poter condurre tutti gli altri verso il vero sapere.

La società lo affascina con i suoi costumi ed i suoi modi di dire che lui continuamente confonde e non comprende; lui vorrebbe essere parte integrante di un mondo che t’insegna il rispetto reciproco e dimostra il contrario, lui vorrebbe sapere esattamente il modo giusto di comportarsi in ogni situazione, ma la sua mente confusa solleva il caos tra ciò che è giusto e ciò che e sbagliato e lui, poverino, si ritrova a fare il baciamano a un uomo e la riverenza ad una signora, a prendere il tea con un francese e il cognac con un inglese e così via, in un susseguirsi di azioni sbagliate ed incomprensioni.

Frank non capisce ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, non riesce a distinguere tra il bene ed il male in modo pieno e completo. Quello che lui vede è filtrato dalla sua fantasia, diventa un tramite tra lui e il mondo esterno per permettergli di relazionarsi alla sua maniera, senza arte nè parte, senza controllo e senza freno, in modo per lui naturale.

Frank è un Detective, lui si scontra tutti i giorni (beh, quando trova un lavoretto) con il male ed è convinto di agire per il bene. Rimane però affascinato dagli omicidi per necessità. Quelli in cui la vittima è un vera carogna, che si fa odiare e si fa uccidere. Lì Frank rimane catturato dalla curiosità, si lascia intrigare tra i pensieri ed i moventi, comprende le ragioni dell’assassino (o assassina che sia, il sesso spesso non è rilevante) e quasi si schiera dalla sua parte, non vedendo l’ora di catturarlo per metterlo di fronte a ciò che ha fatto e sentirsi dare una spiegazione.

“Lui mi ha spinto a farlo!” grida spesso e volentieri l’assassino al momento della confessione (quando c’è) “mi ha costretto!” e Frank ride. Ride perchè è passato lui dalla parte del male che ha catturato l’assassino che era prima un vittima di colui che ha ucciso che a sua volta era un carnefice. Male chiama male e Frank il vendicatore, con la sua mente contorta e maniacale, aspetta sempre il momento buono per mostrarsi quello che è. detective1

gennaio 10, 2009 Posted by | Writing | , , , , , , , , | Lascia un commento

DIEFENBAKER

Diefenbaker è il mio setter irlandese. Ha due anni, è furbo, astuto, intelligente e molto molto dispettoso. Non sa cosa sia la pace dei sensi e non perde occasione per mettermi in difficoltà davanti ad ospiti ed amici. 

A volte ringhia. Quando vede un altro cane maschio o sente movimenti dietro la porta. Ti ringhia anche se ti avvicini alla sua pappa, è permaloso e territoriale. Adora correre su tutti i terreni e in qualunque condizione atmosferica, si tuffa nella neve, attraversa i fiumi, ruzzola giù dai pendii e salta come un forsennato.

Diefenbaker non scodinzola, lui sculetta. Muove tutto il sedere perchè e le zampe posteriori in quella che crede sia una dimostrazione di gioia ed invece è solo una cosa ridicola. 😀 

Lui ha uno spiccato senso dell’umorismo e una risata contagiosa. Beh, metaforicamente parlando ovviamente.

E’ lui che ha ispirato il personaggio di Bastianatte nell’ultima avventura di Frank Crash.

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gennaio 9, 2009 Posted by | setter irlandese | , , | Lascia un commento

FRANK CRASH

Frank Crash è un detective. 

Un detective paranoico, narcisista, maniaco, maleducato, per niente “politicamente corretto”, un po’ stupido, superficiale, credulone e sbruffone.

Provo un sentimento particolare verso di lui, l’ho amato da quando ho scritto il suo primo racconto, poi ne ho scritti altri tre ma non li ho mai pubblicati. Non ho mai rischiato tanto, ho preferito andare sul sicuro e pubblicare un thriller e un fantasy, roba che si legge insomma, non storielle di un detective scemo che non sa neanche quello che dice.

Eppure tra i miei amici, le avventure di Frank sono le più conosciute e le più amate. Perchè lui indossa completini sgargianti, cappelli improponibili, fa confusione tra i sessi, si confonde tra i modi di dire e non seguire il filo di un discorso per più di due minuti.

Lui “ride a quattro palmenti” , dice cose “a crepapelle” e confonde l’annuire con il negare. 

Ma forse proprio perchè è così naturale e senza peli sulla lingua che piace tanto; allora ho preso saldamente il toro per le corna ed ho deciso di cimentarmi nel Primo Romanzo Lungo su Frank Crash. Ancora devo decidere il titolo, quella è l’ultima cosa che mi riesce – non sono un granchè nel decidere in una frase tutto quello che sono 200 o 300 paginuzze.

Credo che Frank ne rimarrà onorato, dato anche il fatto che lui scrive in prima persona e quindi è anche un po’ me, mi assomiglia (non credo che dovrei vantarmene) e riflette un po’ tutto quello che vorrei dire ma che la il mondo non approverebbe. Così se è lui ad esprimere i miei pensieri, tanto meglio, nessuno può prendersela con un personaggio di fantasia, nato solo per divertire chi ha voglia di dargli una sbirciata. 😀

Dio come mi fa felice questa cosa!

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gennaio 9, 2009 Posted by | Writing | , , , , , , | Lascia un commento

La struttura dello scrittore

E’ così, uno scrittore deve avere una struttura, non può dimostrarsi un invertebrato tanto cretino quanto imbecille nel non sapere come strutturare quello che sta scrivendo. 

Io di solito non strutturo niente.

Questo fa di me ancor più un cretino ed un imbecille di quanto già non sia per natura, ma non è cosa che faccio di proposito. Inizio con tutte le buone intenzioni del caso, mi dico:

ora butto giù una scaletta e definisco TUTTA la trama, poi analizzo i personaggi ed infine i colpi di scena. e poi, dulcis in fundo, mi dedico a scribacchiare seguendo pedestremente ciò che ho costruito nella mia beneamata scaletta”

Fosse così facile!

e invece mi ritrovo dopo l’inizio del primo capitolo ad aver già cambiato protagonista, plot e tutto il contorno. Come se fossi andato in un sushi bar con l’intenzione di mangiare del sushi e mi fossi ritrovato ad ingurgitare del kebab.

E questo fa di me un cretino ed un imbecille. E della mia scaletta non rimangono altro che linee tracciate malamente (Arcibaldo è andato ad uccidere Anacleto) e pasticci convulsi e confusi. 

Questo però non mi demoralizza, ne mi spaventa, ne mi rende meno temerario nel continuare la mia missione: portare avanti l’ultima avventura del mio amato protagonista: Frank Crash. E se ci riuscirò lo dovrò senza dubbio alla mia cretineria ed imbecillità, perchè alla fine le cose senza struttura, improvvisate ed espansive (perchè espansive solo il buon Dio lo sa) sono quelle che mi riescono meglio e fanno di me uno scrittore invertebrato ma non da buttare via. 

A presto.

Loris

gennaio 9, 2009 Posted by | Writing | , , , | Lascia un commento